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Lo Statista dev’essere un’Artista, non uno Scienziato


L’uomo si è evoluto da Entità eterodiretta, ossia diretta dai solidi valori del mondo cui si rivolgono le religioni, ad Entità che è diventata capace di dirigere se stessa autonomamente. Tuttavia, con ciò, non è automaticamente diventato capace di dirigere il sistema sociale: viceversa, lo subisce. Gli manca completamente la visione del significato del sistema sociale, e quindi gli manca la visione del futuro. Dobbiamo quanto prima riprenderci la capacità di vedere il futuro.


L’approccio al sociale

L’illusione del pensiero scientifico applicato al sociale è la rovina delle generazioni future

Se vogliamo prendere coscienza di come oggi approcciamo il sociale, rispetto a come lo approcciavamo secoli o addirittura millenni fa, dobbiamo riconoscere che il pensiero che abbiamo applicato al sociale è sempre stato diverso. Diverso, ma sempre adeguato alle varie epoche.


Società solida

Se infatti risaliamo alle Teocrazie orientali, ad esempio persiane o egiziane di cinque/seimila anni fa, vediamo che il pensiero applicato al sociale era quello religioso, perché la dimensione sociale più performante allora era quella culturale. Quei Popoli antichi si rivolgevano alle proprie divinità per definire i giorni fàusti o infàusti dell’anno: o per le semine o per l’allevamento degli animali o per fondare Colonie o per conquistare con le guerre altri Popoli. Era un’epoca il cui sistema sociale potremmo definire come “Società solida”, a causa della fortissima solidità dei valori culturali osservati dai vari Popoli.


Società liquida

Poi, qualche millennio dopo, nel periodo greco-romano vediamo il passaggio dal pensiero religioso a quello artistico applicato al sociale, perché dalla dimensione culturale si era emancipata quella politica. Naturalmente anche la vecchia modalità di pensiero religioso persisteva, ma si andava affermando sempre più la nuova modalità di pensare artisticamente il sociale per capirlo e progettarlo. Pensiamo al grande passo in avanti nel primo millennio precristiano fatto dalle Polis greche e da Roma. Come sistema sociale ora possiamo parlare di “Società liquida”, perché i solidi valori precedenti perdono la loro saldezza fino ad essere sostituiti da dinamiche nuove ancora non sperimentate dalla Società umana. In Atene, per la prima volta, il governo del Popolo sostituisce il governo delle Élite: la Comunità prende il posto della Persona, la Democrazia prende il sopravvento sull’Aristocrazia. E, correttamente, è da allora che si parla di Arte della Politica: che, ci ricorda Novalis due millenni dopo, è la qualità principale che deve avere uno Statista. Dopo aver premesso che un giorno si riconoscerà che non può esserci “re senza repubblica e repubblica senza re”, nel suo Frammento 967 fotografa l’identkit dello Statista: allora, nel ‘700, del Sovrano.

Novalis: “Un vero sovrano è l’Artista degli artisti. Vale a dire il direttore degli artisti. Ogni uomo dovrebbe essere artista. Ogni cosa può diventare arte bella. La materia del sovrano sono gli artisti; la sua volontà è il suo scalpello: egli educa, colloca e istruisce gli artisti perché il suo sguardo abbraccia la visione totale dal giusto punto di vista, perché ha presente soltanto la grande idea che dovrà essere presentata ed eseguita dall’unione delle forze e delle idee. Il sovrano rappresenta uno spettacolo teatrale infinitamente vario, nel quale palcoscenico e platea, attori e spettatori sono una cosa sola, mentre lui è poeta, direttore e protagonista del dramma”.

Società gassosa

Anche tre secoli dopo, nell’anno 2020 dell’era cristiana, si parla di Arte della Politica ma in un altro senso: nel senso di “artificio”, legato alla maggiore o minore furbizia di chi si occupa del sociale. Secondo questo senso distorto, più uno è una “simpatica canaglia”, tipo Andreotti della DC buonanima o un Donald Trump dei giorni nostri, più ha la caratura dello Statista. Ma non è così, nella furbizia non c’è Arte, solo calcolo: solo Scienza. In realtà si è perso per strada il pensiero artistico applicato al sociale e, in particolare dalla Rivoluzione francese in poi, lo si è sostituito con il pensiero scientifico… più adatto ai vari furbetti del quartierino che si dedicano alla Politica, e che vediamo nei litigiosissimi Talk show televisivi o sui social. E qui siamo arrivati a un sistema sociale definibile come “Società gassosa”, dove la liquidità politica è stata fatta evaporare dalla globalizzazione del Mercato. Qui è il Territorio planetario che si è sostituito alla Comunità.


Sistema sociale attuale e visione del futuro

Va notato che il passaggio dal pensiero religioso (Società solida) al pensiero artistico (Società liquida) e ora al pensiero scientifico (Società gassosa) è legato sì all’evoluzione dell’uomo, ma non a quella del sistema sociale! In realtà ognuna delle tre Società, ognuno dei tre sistemi sociali che si sono sviluppati negli ultimi 5/6 millenni di storia non presentano un’evoluzione, ma una involuzione. Antisociale e sempre più disumana. L’uomo si è evoluto da Entità eterodiretta, ossia diretta dai solidi valori del mondo cui si rivolgono le religioni, ad Entità che è diventata capace di dirigere se stessa autonomamente. Tuttavia, con ciò, non è automaticamente diventato capace di dirigere il sistema sociale: viceversa, lo subisce. Gli manca completamente la visione del significato del sistema sociale, e quindi gli manca la visione del futuro. Se infatti oggi ci chiediamo o chiediamo in giro che tipo di visione del futuro abbiamo davanti ai nostri occhi, per quello che ci dicono gli avvenimenti attuali, scopriamo che il pensare scientifico di cui tutti oggi disponiamo non è in grado di dare una risposta. Il pensiero scientifico applicato al sociale può solo “criticare”. Vale a dire è capace di dare solo una sterile dimostrazione dell’esistente, ma non sa che pesci pigliare per risolvere le problematiche individuate e criticate.

Il pensiero scientifico applicato al sociale può solo criticare ma non sa risolvere le problematiche individuate e criticate.

Il problema è che questo pensiero scientifico è in realtà il pensiero abituale con cui oggi pensiamo tutti. Pensiero concettuale astratto che è privo di immagini concrete, sia in noi sia nel nostro interlocutore. Al massimo riusciamo a ipotizzare un futuro molto nero, molto distopico e catastrofico. E come si può pensare di risolvere le varie pressanti criticità che ci assalgono (precarietà lavorativa, migrazioni, cambiamento climatico ecc.) con un pensiero scientifico che, applicato al sociale, non ha la forza di “vedere” un futuro positivo per la nostra società umana, ma solo le mille possibili forme della sua disintegrazione?


Già questa semplice osservazione ci dice che tutte le soluzioni proposte per salvare l’Italia, l’Europa e il Mondo sono solo ipotesi campate in aria prodotte da governanti cui diamo credito elettorale solo perché ci sono simpatici. Poi però, delusissimi, ci lamentiamo che costoro non raggiungano gli illusori risultati promessi e attesi. Il sistema sociale, in particolare la sua forma strutturale, è ciò che non viene osservato dal pensiero scientifico. E tuttavia mentre l’uomo è passato in questi ultimi 5/6 millenni dal pensiero religioso a quello artistico e scientifico, la Società umana è passata dal predominio della dimensione culturale al predominio della dimensione politica e infine al predominio della dimensione economica: e tutti e tre i sistemi (solido, liquido e gassoso) sono “antisociali”. Perché tutti e tre questi sistemi propongono una forma, una struttura monodimensionale, unilaterale che poggia squilibratamente sulla dimensione sociale di volta in volta predominante sulle altre due: oggi quella economica.


Cosa si può fare, allora? Si può dare al sistema attuale una forma diversa e nuova, adeguata a oggi?

Sì, facendo queste successive considerazioni di solito inosservate.


Una forma diversa al nostro sistema sociale attuale

Tutte e tre le dimensioni sociali (Economia, Politica, Cultura) si sono emancipate reciprocamente, vale a dire che tutte e tre sono oggi in grado di badare al proprio orticello, al proprio campo funzionale specifico: la Scuola per la dimensione culturale, lo Stato per quella politica, il Mercato per quella economica. Senza che, riguardo alla propria specifica funzione sociale, sia necessario l’intervento delle altre due dimensioni e delle loro istituzioni e organi.

Un grande artista-scienziato, Goethe, aveva la visione totale del sistema sociale (sano e malsano) e la presenta nella sua Fiaba del Serpente verde e della bella Lilia. Anche uno dei padri della moderna Sociologia, Rudolf Steiner, nel suo I punti essenziali della questione sociale ci fa vedere come la forma strutturale tridimensionale del sistema sociale – la sua scocca per dirla alla Baricco – sia la realizzazione attualissima che deve essere premessa a qualsiasi intervento sociale in Economia, in Politica e in Cultura.


Se dovessimo descrivere col pensiero scientifico in concetti astratti il tema occorrerebbero chilometri di pagine, ma se ci rivolgiamo al pensiero artistico dello Statista vero, raccomandatoci anche da Novalis, basta un’immagine per sapere cosa fare.



Società calorica

Dobbiamo passare dalla raccolta indifferenziata del sociale tridimensionale alla sua raccolta differenziata. Come avveniva solo pochi anni fa per lo smaltimento dei rifiuti urbani, tuttora nel sistema sociale malato attuale si fa ovunque la raccolta indifferenziata del sociale tridimensionale (economico, politico, culturale). In alcuni Stati è fatta nel contenitore indifferenziato dello Stato (Italia) e in altri nel contenitore indifferenziato del Mercato (USA). E, sorprendentemente, ci sono gli stessi effetti negativi che riscontriamo nella raccolta indifferenziata dei rifiuti urbani: sprechi, corruzione, inquinamento. Quindi si può serenamente passare alla raccolta differenziata dei rifiuti sociali: quei rifiuti prodotti nei secoli e millenni dai tre sistemi antisociali (Società solida culturale, liquida politica e gassosa economica) come la corruzione, la burocrazia, la precarietà ecc.


Come descrivo nei miei libri sul tema, la nuova Società che si può occupare della raccolta differenziata del sociale tridimensionale (economico, politico, culturale) ha anch’essa una forma corrispondente, tridimensionale. Essa raccoglie tutto il sociale culturale nel contenitore specifico dedicato “Scuola”, tutto il sociale politico nel contenitore specifico dedicato “Stato”, tutto il sociale economico nel contenitore specifico dedicato “Mercato”.

Questo sistema sociale tridimensionale sia nella sostanza che nella forma è definibile come “Società calorica”. Ed è ciò che possiamo realizzare per evolvere in senso umano. La Società calorica è l’unico sistema sociale a misura d’uomo moderno che può dare sostanza e forma al motto rivoluzionario francese: Libertà nella dimensione culturale, Eguaglianza nella dimensione politica Fraternità nella dimensione economica. La Società calorica tridimensionale è l’unico sistema sociale che può aiutare davvero le generazioni future. E, per istituirla, al pensiero che applichiamo al sociale non serve Scienza, ma Arte.


Andrea Di Furia, studioso da oltre 40 anni della tridimensionalità strutturale del sistema sociale moderno, ne tratta con linguaggio scientifico-artistico nei suoi libri e dal 2010 nella rubrica online settimanale Punto&virgola.



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