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Progetto Camelia e Demenza senile


Nel 2015 sono state rilevate, in tutto il mondo, 46 milioni di persone con una diagnosi di demenza. Al 2050 questo numero si stima sia destinato a salire a 131,5 milioni.

In Italia sono 729 le Strutture Residenziali (SR) pubbliche o convenzionate deputate alla cura e all’assistenza delle demenze. Al Nord sono presenti il 51% delle strutture segnalate, al centro il 35% e al Sud e Isole il 14%. Il 49% delle strutture ha nuclei dedicati alle demenze, ma nel 44% dei casi le persone con demenza usufruiscono di posti letto in stanze con persone affette da altre patologie.


La demenza senile

La demenza senile è una malattia neurodegenerativa dell’encefalo, che colpisce le persone anziane e determina una riduzione graduale e irreversibile delle facoltà cognitive. Le tipologie principali e più note sono: il morbo di Alzheimer, la demenza vascolare e la demenza a corpi di Lewy.


In Italia si stima siano circa un milione le persone colpite da demenza e tre milioni i familiari che vivono con loro.

In media oltre il 50% degli ospiti nelle Strutture Residenziali è affetto da forme diverse di demenza. Di questa percentuale, più della metà è affetto dalla forma più devastante per familiari e professionisti, quella associata ai Disturbi del comportamento (BPSD): caratterizzato dalla progressione dei deficit cognitivi, dei disturbi del comportamento e del danno funzionale con perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza, a vario grado di disabilità, e conseguente aumento della dipendenza dagli altri.


Il Progetto Camelia

Presso l’Istituto Sant’Anna e Santa Caterina di Bologna, Struttura Residenziale da 120 anni operante sul territorio e costantemente impegnata in azioni che puntano a migliorare la vita sociale dei loro ospiti anziani, si è svolto nell’ultimo triennio il Progetto Camelia sulla Demenza senile, il progetto di Arteterapia del colore tramite la tecnica dell’acquerello, secondo il Metodo Stella Maris riconosciuto a livello europeo dalla Sezione Medica del Goetheanum di Dornach (Svizzera). Inizialmente è nato con il diretto coinvolgimento della Direttrice della Scuola Stella Maris, Carla Borri, per avviare una collaborazione che potesse attivare un canale per gli allievi tirocinanti del quarto anno su un tema così attuale come la Demenza senile, nelle sue varie forme, a integrazione e supporto dell’attività medica.

Dopo il terzo anno di sperimentazione i riscontri sui Residenti coinvolti (dai 70 ai 95 anni) segnalati dagli Operatori dell’Istituto Sant’Anna e Santa Caterina risultano positivi, naturalmente chi in maggiore chi in minore misura.

Si rileva un interessante risveglio delle facoltà cognitive, un placarsi dell’ansia e in alcuni un tornare ad affiorare vissuti, desiderio di socializzazione e, in qualche caso, persino una ricaduta positiva nei soggetti con contenzione meccanica in termini di riduzione del loro utilizzo.

Il progetto è innovativo ed ha visto la partecipazione delle allieve tirocinanti Gigliola Avoni, Valentina Nanni e Irene Sartini, oggi Arteterapeute professioniste secondo il Metodo Stella Maris. Gigliola, Valentina e Irene si coordineranno sabato 21 settembre per presentare la loro esperienza nella giornata di inaugurazione dell’anno scolastico 2019-2020 della Scuola Stella Maris, che si terrà nella Biblioteca di Casa Lyda Borrelli, la prestigiosa Casa di riposo per Artisti drammatici italiani.

Abbiamo chiesto a Irene Sartini, che illustrerà le serie arteterapeutiche per la demenza grave, a Gigliola Avoni, che illustrerà le serie arteterapeutiche per la demenza lieve, e a Valentina Nanni che coordinerà gli interventi, un breve commento.


Progetto Camelia


Le testimonianze delle tirocinanti oggi terapeute diplomate


Irene Sartini:

«La mia esperienza alla casa di riposo Sant’Anna e Santa Caterina, comincia a novembre 2017, quando ho iniziato il mio tirocinio lì, per poter poi terminare il mio percorso e diventare Arteterapeuta, nel 2018. Il progetto Camelia è senza dubbio incredibilmente formativo e completo per un Arteterapeuta; si lavora con persone affette da deficit cognitivi di varia entità, dunque risulta molto importante e necessario far emergere ogni nostra risorsa a livello sia umano, sia professionale. Si lavora inoltre sull’ego e sulle aspettative, dando la precedenza al lavoro del colore a livelli molto sottili e senza pretendere risultati evidenti, proprio perché l’ambito permette movimenti cauti e ovviamente non invasivi; con molto rispetto e silenzio si accompagna al passaggio di soglia, rendendo il più delicato possibile il lavoro insieme e la condivisione. Nell’anno 2019, il mio terzo al Sant’Anna, ho affiancato un collega tirocinante ed è stato, come per gli altri, un ciclo molto stimolante; abbiamo approfondito il percorso delle pitture ideate per le demenze gravi e accompagnato un nutrito gruppo di anziani per 7 incontri, tutti loro ci hanno seguito con entusiasmo, affidandosi e instaurando un rapporto di fiducia con noi, ma soprattutto con il colore. Va ricordato che l’obiettivo è sempre quello dell’ascolto e della guida al passaggio di soglia, non necessariamente un miglioramento sul piano esteriore e/o fisico; ugualmente molti apprezzabili risultati si sono potuti osservare direttamente sul loro operato pittorico».


Gigliola Avoni:

«Infermiera, dal 1998 seguo corsi artistici a indirizzo antroposofico. Nel 2014 mi sono iscritta alla scuola Stella Maris concludendo il percorso nel 2018 dopo 4 anni di frequenza., portando la tesi La demenza senile come malattia di questa epoca, dopo aver avuto l’opportunità di lavorare all’Istituto Sant’Anna e Santa Caterina per quasi un anno intero. All’inaugurazione dell’anno scolastico presenterò la serie arteterapeutica per la demenza lieve, che ho sperimentato come allieva della scuola. La demenza senile rappresenta una patologia fredda che procura indurimento, sclerosi, rigidità in tutti i 4 arti costitutivi dell’uomo. Attraverso il processo pittorico, portiamo a questa tipologia di persone che si stanno già escarnando, un impulso spirituale: perché in ogni colore si esprime un essere spirituale che porta loro incontro forza e amore cosmico. L’Arteterapeuta attraverso la fermezza, la tenerezza, il calore animico porta loro incontro l’amore cristico che libera queste anime dalla catena della solitudine e della depressione. La serie arteterapeutiche ideate per la demenza lieve porta loro calore e amore. Si parte e si termina con il blu, che rappresenta la cartina tornasole di tutto il processo avvenuto. Poi con il rosa si scalda il blu e si rivitalizza l’eterico. Il processo pittorico continua a riscaldare attraverso l’utilizzo dei rossi che lavorano sugli eteri della vita e del calore. Il rosso carminio porta in se l’elemento della contrazione; il rosso vermiglio porta in se l’elemento dell’espansione. Fino ad arrivare al fulcro del lavoro che è dato dall’esercizio “imparare a pregare” che porta in se l’equilibrio delle due forze di contrazione ed espansione, che sono le forze dell’amore cristico alle quali ogni uomo nella vita deve ambire. Poi si lavora al prato fiorito che porta all’equilibrio delle tre forze dell’anima: pensare, sentire e volere. La serie arteterapeutica ha sviluppato nei gruppi partecipanti al Progetto camelia entusiasmo, socialità, ricordo evocativo, scioltezza, autonomia, migliore gestione del colore».


Valentina Nanni:

«La sala di pittura va considerata come un luogo di creazione, alla ricerca di uno spazio di intimità in cui raccontarsi. Durante questi anni di lavoro con persone affette da patologie legate all’età ho assistito ad un vero e proprio risveglio di un antico desiderio di accostarsi ai colori, di farne esperienza viva, di farsi travolgere dal senso di stupore, meraviglia e gratitudine che talvolta emergeva al termine delle pitture. Attraverso proprio il recupero di uno sguardo ingenuo, di chi è ancora capace di meravigliarsi, di chi è ancora capace di vedere qualcosa di nuovo e di inedito affidandosi semplicemente alla stesura del colore. Il progetto di Arteterapia quest’ anno è stato portato all’interno della Casa Lyda Borrelli durante la sequenza terapeutica ho intervallato alcune pitture di alberi e fiori , di cui ne mostrerò una breve sequenza. Mi colpisce sempre la delicatezza con cui vengono evocati durante la pittura frammenti di memoria, parole sospese nel tempo, che fanno stare bene. La noia, il non sono capace, i loro piccoli grandi mali che paradossalmente li fanno sentire ancora vivi, qui vengono in parte dimenticati. Li ho visti ridere e sorridere e noi con loro. Per l’Arteterapeuta è un avvicinamento graduale, rispettoso dei loro tempi, dei loro movimenti rallentati. L’incontro con i colori avviene nel silenzio, un silenzio conquistato, ci sono stati momenti di vera e propri dedizione a quello che è l’esercizio pittorico. La luce vera la si scopre al fondo delle scale, allo spiraglio della porta come dice il poeta Rene Char. Negli anni successivi è stato proposto con un altro taglio un progetto di arteterapia che ha visto coinvolti gli Operatori, precisamente per creare in loro la consapevolezza del proprio intervento di cura attraverso il coinvolgimento e la conoscenza dell’attività svolta dagli ospiti e per coglierne il senso. Nello specifico la pittura è diventata un ponte nella relazione ospiti- operatori».


Un quadro variegato di anticipazioni che ci sembra renda particolarmente interessante la giornata di inaugurazione dell’anno scolastico a settembre per tutti coloro che orbitano come professionisti o come parenti coinvolti attorno alla demenza senile, e per chi ha deciso di iscriversi alla Scuola Stella Maris per il biennio artistico o il quadriennio arteterapeutico.


Vi aspettiamo numerosi!


Andrea di Furia


Se sei interessato al Progetto Camelia, puoi leggere anche:

  • La demenza presso l’Istituto Sant’Anna e Santa Caterina di Bologna

  • Arteterapeuta del colore all’interno di una casa di riposo

Mentre se ti chiedi cosa sia il Goetheanum di Dornach (Svizzera), puoi leggere:

  • Convegno di Dornach in Svizzera, 2-6 gennaio 2019

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