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Rendere trasparenti muri che sembravano impenetrabili: intervista a Rossana Pane


Evadere” lecitamente dalla pesante vita del carcere è possibile?

Tornare a partecipare di quella natura esterna che da anni un muro e un cortile chiudono, è possibile?


Sì è possibile… entrando in un viaggio dentro di sé: attraverso l’esperienza del colore con la tecnica dell’acquerello secondo il Metodo Stella Maris di Bologna, riconosciuto a livello europeo. In questa intervista l’Arteterapeuta Rossana Pane della Scuola del Colore bolognese racconta come il colore e l’arte possano rendere trasparenti muri che sembravano impenetrabili

Andrea Di Furia


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Trascrizione dell’intervista a Rossana Pane, tratta dalla trasmissione radiofonica “I Cellanti” (Radio Vaticana).

A cura di Davide Dionisi

Davide: Ci troviamo oggi a Latina dove nell’ambito del “Maggio Sermonetano” sono stati esposti i lavori, nonché il progetto di Arteterapia del Colore secondo il Metodo Stella Maris, portato avanti dall’Arteterapeuta Rossana Pane, in collaborazione con il referente della “promozione e gestione delle attività formative e culturali” del CIPIA 9, il professor Tommaso Virgili, rivolto ai detenuti della sezione maschile e della sezione femminile della Casa Circondariale di Latina. I dipinti esposti sono spaccati della vita dell’anima di ogni individuo che attraverso un percorso nel colore, impara ad armonizzarne le sfumature e ad ammorbidire i gesti delle pennellate, così come i colori entrano in dialogo con i sentimenti e le emozioni vengono palesate direttamente sul foglio. Interiorità e mezzo artistico divengono un tutt’uno. Ci spiega tutto Rossana Pane.

Rossana: Il Carcere di Latina è un luogo particolare poiché già avvezzo a situazioni artistiche nell’ambito dell’istruzione. Per quanto riguarda il progetto di Arteterapia del Colore, insieme a Rodolfo Craia, psicologo, responsabile dell’area pedagogica, è stato scelto di proporlo subito nel braccio femminile e di aspettare inizialmente per l’area maschile. Durante il primo anno abbiamo osservato come fosse la risposta da parte delle detenute, che si è rivelata essere un vero successo: siamo riusciti a portare avanti due progetti di sette incontri ciascuno e riproporre quest’anno l’esperienza ampliando il progetto a 12 incontri ed aprendolo a 7 incontri per il braccio maschile. Ciò che si è portato loro incontro sono state pure esperienze di colore, attraverso materiali ad alta pigmentazione naturale, attraverso cui loro potessero esprimersi. Ogni esperienza veniva accompagnata da una descrizione immaginativa: siamo partiti con l’Archetipo del Blu, esercizio principe e cartina tornasole del Metodo Stella Maris con cui si inizia e si porta a termine ogni sequenza in modo da poter osservare come il colore ha lavorato in ciascuno di loro nel corso di sette esperienze pittoriche; dopodiché in questo percorso in cui si è vista edificare la propria montagna interiore, poi si è scesi a valle dipingendo la cascata, si è affrontato il tema del tramonto come fine della giornata, come piccola morte che richiede un affidarsi, il tema dell’alba come risveglio ed infine un seme che abbiamo posto nel terreno come dono di questo viaggio affrontato insieme, che è stato sì un viaggio nella natura, nei luoghi che loro non vedevano da tempo, essendoci detenute che sono all’interno del carcere da oltre 20 anni, ma un viaggio nella loro interiorità. La particolarità di questo tipo di approccio è che in ogni dipinto si palesa come un’istantanea di ciò che si sta muovendo in quel determinato momento nell’anima di colui che lo ha dipinto. Pertanto non troveremo mai due dipinti uguali, proprio perché sono individui differenti, ma anche se la stessa persona dovesse ripetere il medesimo esercizio per più volte, non potrà mai essere uguale.

In ogni dipinto si palesa come un’istantanea di ciò che si sta muovendo in quel determinato momento nell’anima di colui che lo ha dipinto.

Davide: Che risultati avete ottenuto, come avete letto le opere di questi artisti?

Rossana: Il progetto presentato faceva parte di un tirocinio igienico terapeutico. Ovviamente per poter parlare di terapia occorrerebbe poter strutturare dei percorsi individuali, in affiancamento al Medico poiché essendo noi figure di sostegno, non abbiamo le competenze da poter parlare di diagnosi. È possibile però osservare e leggere il dipinto in base a quanta acqua viene utilizzata, la qualità del colore, se diviene materico o meno. C’è da dire che si sono sciolti tantissimo, all’inizio il pigmento era più denso, c’era un po’ di titubanza, mano a mano che il percorso andava avanti si sono sciolte tanto da prendere contatto con i propri sentimenti e scoppiare in lacrime. Il colore ha lavorato tanto in profondità da sbloccare alcuni aspetti che non riuscivano ad emergere.

Si è partiti inizialmente con un gruppo di sette persone a cui se ne sono aggiunte altre tre, sempre nel primo anno, e l’esperienza è stata talmente tanto apprezzata da arrivare quest’anno ad un gruppo di 18 detenute. Ci sono situazioni particolari di persone che non scendono nell’area pedagogica da tempo. Riuscire a coinvolgere anche quelle persone più restie a vivere le attività che vengono portate all’interno del Carcere è stata una grandissima possibilità.


Rossana Pane – maestra Waldorf presso i centri di Latina e arteterapeuta del colore secondo il Metodo Stella Maris e collaboratrice presso l’Associazione Stella Maris . Fa parte del Gruppo Iniziativa Giovani formato nel 2016, in collegamento con il Goetheanum nella persona di Constanza Kaliks. In tale ambito ha lavorato alla realizzazione dei primi tre Convegni Antroposofici Nazionali per Giovani in Italia, occupandosi insieme al maestro d’arte Neri Pierozzi, della parte artistica. Sempre al fianco di quest’ultimo, nel 2018, ha condotto il contributo italiano al Convegno dei popoli Latini dal titolo “ Anima Umana” a Dornach. Ciò di cui si è occupata Rossana Pane è straordinario. Se anche tu desideri intraprendere un percorso dedicato agli altri, puoi iscriverti alla Formazione arteterapeutica quadriennale della Scuola del Colore Stella Maris di Bologna. Contattaci per prenotare un colloquio conoscitivo.


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