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Dalla crisalide alla Farfalla: un disegno del destino con i colori dell’Arteterapia


Leggi e immergiti nell’esperienza vivida di Roberta Maria Pilon, che ha frequentato a Bologna la Scuola Stella Maris e si è diplomata Arteterapeuta del Colore. Ha vissuto momenti di crescita importanti ed ha avuto la possibilità di sviluppare la professione addirittura prima della fine del suo percorso formativo.

Scopri il suo percorso direttamente dalle sue, sentite, parole.


Sono Roberta Maria Pilon ed ho concluso a settembre 2017 il percorso quadriennale di arteterapia del colore presso la Scuola Stella Maris di Bologna.

Per raccontare la mia esperienza parto da una frase, un fermo convincimento che mi ha accompagnata per tutti i 4 anni di formazione alla scuola Stella Maris ogni qualvolta mi veniva chiesto cosa avrei fatto a conclusione del percorso formativo: “Non voglio pensarci, prima voglio concludere i 4 anni!”

Solo ora che sono uscita dalla Scuola ed in questi primi mesi sono accadute alcune cose, riesco, guardando indietro, a vedere con un po’ più di chiarezza cosa stava dietro a quella mia affermazione così perentoria – e che mi è costata anche qualche sofferenza – ma che si è rivelata la più giusta per me.


Gli inizi di un’esperienza profonda e intensa

Nel 2010, dopo essermi licenziata dall’azienda dove ho lavorato per 30 anni e raggiunto anche un livello professionale più che soddisfacente, ho dovuto affrontare un periodo piuttosto complicato, determinato dalla crudezza della conclusione di quel rapporto professionale e dal non riuscire a collocarmi nel medesimo ambito a causa della crisi economica. L’Antroposofia faceva già parte della mia vita da quasi 2 decenni e mi è stato proposta l’arteterapia del colore, con il metodo Stella Maris, come aiuto per sostenere le prove di quel momento. Sono stati 3 anni davvero importanti in cui l’incontro con un’arteterapeuta davvero speciale, il colore ed il mio impegno, mi hanno nutrita e sostenuta; mi hanno resa capace di sopportare le domande importanti e pesanti che sorgevano in me, di accoglierle nonostante il dolore che generavano, e dar loro delle risposte talvolta sorprendenti. Mi hanno insegnato anche ad accettare di non essere in grado di dare risposte in quel momento e a saper sopportare la certezza che nel momento più opportuno la verità si sarebbe svelata.


Tirocinio attivo di Roberta Maria Pilon il 4° anno a Stella Maris

c/o una struttura per malati psichici


Questa esperienza è stata davvero molto profonda, mi ha aperto un mondo nuovo che non conoscevo perché soffocato dall’ansia che chiude ogni prospettiva.

L’esito di questa esperienza è stata la voglia e necessità di approfondirla.

Inizialmente non pensavo al colore, ma all’arte della parola…. poi il destino, come spesso accade, tesse gli eventi in modo tale che ciascuno prenda la strada giusta. Nel mio caso è stato sorprendente, almeno per me. Io non potevo permettermi economicamente di frequentare la scuola, ma anche lì, senza che ne fossi pienamente consapevole e neppure chiedessi, uno “sponsor” inatteso si è manifestato concedendomi questa incredibile opportunità. Per il mio carattere non è stato facile accettare questa cosa, ma per come si era presentata capii che questa era l’occasione che mi veniva offerta, un treno da non perdere.

Era l’occasione da cogliere, il treno da non perdere.

Dopo non poche riflessioni, verifiche e molte incertezze, io ed il mio sponsor abbiamo deciso di affidarci a questa esperienza che, seppur in modo diverso, coinvolgeva entrambe. Immediatamente mi resi conto che il mondo dello Spirito ci aveva messo lo zampino e mi sono sentita investita di un grande senso di responsabilità. In questo modo sarebbe stato difficile rinunciare alla prima difficoltà… una persona aveva creduto in me, nelle mie capacità, aveva messo a disposizione le sue risorse per me e non andava delusa. Questa esperienza, a prescindere che fosse un percorso personale o sfociasse in una possibile professione, andava vissuta e portata fino in fondo con la massima serietà ed impegno senza deviazioni…. Prima di tutto quindi, portare a termine la scuola.

Tirocinio attivo del 4° anno Stella Maris c/o una struttura

per malati psichici e presso gruppetto di bambini normo dotati


Non sono mancate le prove ed al 3° anno una proposta professionale in particolare mi mise con le spalle al muro, costringendomi a capire cosa davvero mi sarebbe interessato fare di lì ad un anno. Inizialmente non compresi bene, ma il malessere che questo evento mi causò, palesò il suo senso. Qualcosa aveva iniziato a lavorare dentro di me per aiutarmi a capire cosa davvero mi avrebbe interessato una volta conclusa la scuola. Sono state messe alla prova le mie intenzioni, la mia emotività, la mia volontà, una sorta di braccio di ferro per testarmi e che ha lasciato, purtroppo, anche qualche ferito per strada…

A testa bassa ho continuato e concluso il 4° anno, ho dato la tesi finale: ero molto stanca ma anche e soprattutto molto felice.

Immediatamente si è posta la domanda “E ora cosa faccio?”


Il momento delle scelte

Le cose nell’azienda dove lavoro da tempo non andavano bene ed era manifesto il fatto che se me ne fossi andata sarebbe stato meglio per tutti, ma lasciare un lavoro a tempo indeterminato per una situazione di massima provvisorietà andava valutata con estrema attenzione e anche con un po’ di sana spregiudicatezza.

Anche in quel momento il mondo dello Spirito mi ha sostenuta. Mentre cercavo di ascoltare la voce interiore per capire cosa davvero volessi, si è presentata una proposta di quelle che non si possono rifiutare. Implicava la scelta di mettermi a disposizione da un giorno all’altro per un brevissimo periodo in una realtà che da molto tempo faceva parte della mia vita e, presso la quale, in cuor mio avrei voluto prestare il mio servizio come Arteterapeuta.

Era un desiderio sopito, che coltivavo intimamente da anni e ora si stava manifestando davvero… Sono stata colta di sorpresa, ma dopo alcuni accertamenti ho disposto il mio animo per trovare la maniera di non perdere quell’occasione. Nel giro di qualche giorno, in modo davvero sorprendente, tutto quello che doveva accadere si è palesato nella mia mente. Una sequenza di cose che se fossero andate per il verso giusto avrebbero creato i presupposti affinché io potessi lasciare il lavoro e dedicarmi all’Arteterapia.


Tirocinio attivo del 4° anno Stella Maris c/o una struttura per malati psichici e presso un gruppetto di bambini normo dotati


Mi sono messa all’opera e nell’arco di quattro mesi quelle intuizioni, quel disegno, hanno iniziato a diventare realtà.

Molte delle situazioni che ho messo in campo si sono già concluse positivamente e da pochi giorni ho chiuso il rapporto con l’azienda cui sono comunque grata. Nonostante questi ultimi 7 anni mi abbiano dato del filo da torcere, hanno consentito di rafforzare la mia volontà, di accettare ed attraversare le prove con fiducia ed esser loro grata per l’aiuto che portano con sé. Ho avuto modo di approfondire ulteriormente la conoscenza dell’Arteterapia e apprezzarla ancor di più, il senso del frequentare la Scuola del Colore e capire quale sarebbe stata la mia nuova vocazione professionale.

Dopo tanti anni e molte battaglie resto sempre meravigliata di fronte alla Grazia e ai numerosi Doni che il mondo dello Spirito mette a disposizione di chi si incammina sulla sua strada e, affidandosi, resta a disposizione, nonostante le cadute.

Prospettive future

Nei prossimi mesi sarò impegnata in queste attività:

– A brevissimo inizierò un’esperienza per me molto importante in una struttura di cura ad indirizzo antroposofico.

– Sto elaborando un progetto per una struttura di accoglienza per disabili psichici di Treviso presso la quale ho già fatto un tirocinio attivo durante il 4° anno di scuola. Hanno richiesto con gioia la mia collaborazione per attività indirizzate a sostegno sia degli operatori, sia degli ospiti e/o dei familiari.

– Un altro progetto è all’esame di una struttura per malati terminali, sempre a Treviso. Anche in questo caso la possibilità di intervento rientrerebbe in un “percorso benessere” rivolto agli operatori, ai familiari ed i volontari che sono sottoposti a situazioni di lutto permanente; gli ospiti, al momento non sono stati inseriti nel programma attività, data la brevità della loro permanenza nella struttura (la media di sopravvivenza è di 16-20 gg). Da valutare nel caso per qualcuno, un’attività passivo-recettiva.

–In collaborazione con un’estetista, una naturopata ed una psicologa stiamo ideando un progetto artistico indirizzato al benessere della persona.

–Conto e mi auguro di potermi presto mettere a disposizione anche di casi terapeutici individuali, in collaborazione con qualche medico.

Attualmente non sono presente nei social… non è esattamente l’ambito che prediligo… ma valuterò l’opportunità che comunque danno, utilizzandoli correttamente. Al momento, chi mi vuole contattare può farlo al 345 1760375

Concludo questa testimonianza nella consapevolezza di essere agli inizi di questa nuova avventura, di aver moltissimo da imparare ma di sentire contemporaneamente dentro di me anche una grande pace che riconduco all’aver sperimentato di persona, prima di aver intrapreso la scuola, gli effetti sorprendenti che l’Antroposofia, ed in particolare l’Arteterapia del colore con il metodo Stella Maris, donano a chi ha la fortuna di sperimentarli e viverli.

Non posso che essere infinitamente grata alla Vita per quanto finora mi ha concesso e mi concederà, e mi auguro di essere all’altezza dell’incarico che mi è stato dato dal mondo dello Spirito, attraverso questo percorso, e di saperlo onorare sempre.


Roberta Maria Pilon

Arteterapeuta del colore secondo il Metodo Stella Maris

Noale, 14/03/2018

Questo splendido percorso, con tutte le sue prospettive può essere anche il tuo.

Se sei interessata/o a diventare Arteterapeuta del colore e crearti una tua professione, iscriviti alla Scuola Stella Maris.

I colloqui sono già attivi: consulta la pagina dedicata per avere maggiori informazioni e prendi subito il tuo appuntamento, anche via Skype o Whatsapp.

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