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Che bello, tornare a Scuola!


L’arteterapia del colore è stata invitata ad uscire dalle mura dell’Associazione Stella Maris per incontrare i bambini durante le ore di scuola, in un percorso che ha arricchito anche il corpo insegnante. Un’esperienza raccontata con emozione da Costanza Azzali, arteterapeuta del colore secondo il Metodo Stella Maris.


È stata per me un’emozione quando E. mi ha chiesto di portare la pittura fuori dalle mura dell’Associazione Stella Maris, in cui si tiene il corso che conduco da anni, per portarla dentro le mura della sua Scuola. Alle insegnanti della sua Scuola elementare nella provincia di Bologna.


Incontrare ben 16 docenti, professioniste dell’educazione, che chiedevano di mettersi in gioco partendo da zero con il colore, ed anche con loro stesse, è stato fonte di grande soddisfazione e gioia.

Che fortuna, per i bambini che si trovano nelle classi di queste splendide maestre!

Il viaggio, che ha concluso a Dicembre la sua prima tappa e che continuerà anche per il 2018, è stato scandito in cinque incontri in cui si è parlato di colori, di bambini, di insegnanti ma anche di emozioni, fiabe e storie.

Inevitabilmente questo percorso, anche se pensato per essere portato in classe ai bambini, tocca prima ancora le insegnanti stesse: sono tornate studenti dietro il banco di scuola e con grande entusiasmo, spregiudicatezza e fiducia si sono lanciate in questa avventura non priva di sorprese, domande e difficoltà. Per dipingere secondo il metodo Stella Maris è necessario scardinare alcune abitudini e concezioni riguardo al senso di fare arte acquisite prima sui banchi di scuola da studenti e poi come professionisti.

Dipingere con questo metodo richiede una lunga esperienza sul campo per scoprire il perché i singoli colori hanno un certo movimento piuttosto che un altro, perché ad ogni età evolutiva del bambino si possono proporre determinati colori e non altri, perché il foglio deve avere certe dimensioni e mille altri perché…

Dipingere l’acquerello secondo gli impulsi dati da Rudolf Steiner nel suo ciclo di conferenze l’Essenza dei colori è diverso da ogni altra esperienza di pittura. Si tesse un rapporto molto profondo – e soprattutto vero, scientifico, oggettivo ma anche molto personale – col colore. E tuttavia questo rapporto richiede di mettersi in ascolto a cuore aperto. Il colore tocca le profondità dell’anima e muove sentimenti, domande, volizioni.

Mettersi in ascolto perché il colore tocca le profondità dell’anima

Tante sono state le domande e ancora di più quelle che ci attendono, perché tutte hanno sperimentato con mano quanto potente sia questo strumento, hanno vissuto dentro di sé, in sé, quanto lo stimolo sensoriale di questi colori così brillanti, accompagnato dal profondo trasporto interiore e dalla necessità di muovere il colore abbia un forte impatto. Benefico, rilassante, capace di portare tatto e ascolto.

Le insegnanti, dopo averlo sperimentato, hanno chiesto di proseguire e approfondire il percorso perché, come qualcuna delle partecipanti ha osservato: “Questa esperienza mi ha ripagata di tutta la fatica fatta in questi anni a seguire innumerevoli corsi che sono serviti a poco o nulla. Questo corso invece merita il primo posto”.

Questo corso merita il primo posto

Sono molto grata a queste splendide insegnanti e donne che hanno mostrato gioia, curiosità, spregiudicatezza e intraprendenza e che mi hanno permesso di portare questa stupenda arte del colore e del dialogo dentro una Scuola pubblica, per i bambini della mia città.

Grazie di cuore!

Costanza Azzali

Arteterapista del colore ad indirizzo antroposofico con il Metodo Stella Maris (professione disciplinata dalla legge 472013), iscritta nei registri professionali della SIAF Italia (ER029P-AR)

Puoi seguire Costanza Azzali sulla sua pagina Facebook ‘ I Colori dell’Anima’


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