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Il ruolo essenziale dell’Arte nel sociale moderno


Se vogliamo uscire dall’illusione scientifica antisociale corrente

Apparentemente l’Arte contemporanea sembra cavalcare solo l’onda dell’astrazione concettuale o della protesta viscerale. E sempre più sta montando il pregiudizio nei confronti dell’arte: ad esempio che l’Arte applicata alla terapia non sia una cosa “seria” come la “Scienza medica”.


Poiché l’Arte non trova l’accoglienza che si meriterebbe a pieno titolo nell’affrontare le moderne problematiche sociali [ad esempio il burn out in ambito Aziendale, o i disagi animico-spirituali nell’educazione e nella salutogenesi di ogni età della vita umana] il sistema sociale ha perduto proprio quello che è il portato essenziale dell’arte: la capacità di portare equilibrio dinamico nello spazio e ritmicità armonica nel tempo.

Sempre più questa mancanza di equilibrio dinamico nello spazio e di ritmicità armonica nel tempo si evidenzia nell’antisocialità del sistema attuale in cui viviamo. Fuori dalle etichette che la Scienza ha imposto unilateralmente possiamo tutti accorgerci che il sistema in cui viviamo non è “sociale, ma “antisociale”.


Il nostro attuale sistema sociale manca di equilibri dinamici e di ritmicità armoniche: è scientificamente statico nello spazio e disarmonico nel tempo.

È troppo concettuale, cerebrale, astratto. Troppo scientifico, manca di Arte.


Eppure come nascono le nostre Democrazie attuali? Dall’Arte.


Dall’Arte della Politica nel mondo Greco delle Polis di 2500 anni fa. Oggi ci troviamo nelle Democrazie “antipolitiche” perché troppo condizionate dalla Scienza e assai poco dall’Arte. Dico troppo perché un poco va bene, ma se si assolutizza la Scienza e la si vuole applicare a tutti gli ambiti, persino al Sociale, allora si crea un sistema sociale malsano per impotenza conoscitiva del pensiero scientifico-sociologico. Capace solo di “criticare” ma non di incidere – come dice Zygmunt Bauman –sulla concreta realtà sociale. Eppure va detto che solo Scienziati-Artisti possono essere Statisti.





Lo era, scienziato artista nel suo piccolo, Adriano Olivetti, a nostro parere il più grande Statista al Mondo del ‘900.

Basta leggere il suo ‘L’Ordine politico delle Comunità‘ per rendersene conto

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Era anche artista-scienziato il grande Johann Wolfgang von Goethe.

Basta pensare che a soli 3 anni dalla fine della Rivoluzione francese aveva capito del sistema sociale molto più di quello che abbiamo capito solo scientificamente in oltre due secoli di storia. Lo aveva scritto in modo artistico-scientifico nella sua opera più politica, ‘La Fiaba del Serpente verde e della bella Lilia‘, nel rapporto tra i 3 Re puri (d’Oro, d’Argento, di Bronzo) con il 4 Re (il Re compòsito, fatto dall’informe giustapposizione e commistione dei tre elementi).


Per rendersene conto di persona consigliamo la lettura della Fiaba di Goethe nella versione illustrata dalle belle immagini di David Newbatt, un artista che opera nelle Comunità Camphill in Gran Bretagna. Queste immagini aiutano a vivere la Fiaba, ossia a passare dalla sola comprensione scientifica cerebrale ad una vivente e concreta saggezza artistica del cuore. Quella concretezza artistica che deve riempire il guscio vuoto del pensiero scientifico applicato al sistema sociale attuale.


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Andrea di Furia – Studioso da oltre 40 anni della tridimensionalità strutturale del sistema sociale moderno, ne tratta in linguaggio scientifico-artistico nei suoi libri e dal 2010 nella rubrica online settimanale Punto&virgola

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